ARTS OF ITALY: OVS tra arte e moda

Arts of Italy è l’innovativo progetto di OVS che si propone di sensibilizzare alla tutela e alla valorizzazione delle bellezze artistiche del nostro paese. È un viaggio nel tempo alla scoperta dell’immenso patrimonio artistico e culturale italiano. Un obiettivo ambizioso che consente a OVS di rendere omaggio all’arte italiana meno conosciuta con una collezione in edizione limitata dal forte impatto visivo e devolvendo al contempo risorse finanziare per ridare nuova vita a monumenti dall’inestimabile valore storico.

Dedicata a uomo e donna, Art of Italy è in vendita dal 20 maggio in alcuni selezionati store OVS e dal 19 maggio online su ovs.it. Per la collezione donna i mosaici della Cattedrale di Salerno si trasformano in motivo policromo per gonne e abiti ondeggianti, o in decori di perline per t-shirt candide e pantaloni da jogging. Così il rosone di pietra della Chiesa di San Pietro di Tuscania (VT), viene riletto e ripetuto all’infinito nella trama di pizzi macramé candidi per crop top e abitini dalle maniche arricciate. Per le proposte maschili i decori geometrici della Casa romana di Spoleto migrano sulla camiceria regimental e sulle scarpe slipon di tela, mentre le prospettive barocche della cupola di Sant’Ivo alla Sapienza di Roma si ripetono all’infinito sulle t-shirt dall’attitude street, come le sculture in bianco Carrara della Scala dei Giganti del Palazzo Ducale di Venezia.

A dare una pluralità di volti alla campagna adv di Arts of Italy, scattata dal fotografo Pierpaolo Ferrari, OVS ha chiamato in qualità di Ambassador alcuni nomi noti provenienti da diversi mondi. Dalla stilista Marta Ferri, alla scrittrice Chiara Gamberale, alle attrici Eleonora Giovanardi e Margareth Madé, agli attori Silvio Muccino e Alessandro Preziosi, il critico d’arte Achille Bonito Oliva e il compositore Giovanni Allevi.

Ispirati al mosaico pavimentale della Cattedrale di Salerno, uno dei più importanti monumenti medievali della Campania, le ricche decorazioni di questi capi rievocano le opere dei maestri della scuola Cosmatesca, attivi nell’Italia centro-meridionale nel XXII secolo.

I motivi a fiori geometrici come cristalli e stelle stilizzate che risplendono sullo sfondo di un cielo notturno e che decorano i capi sono ispirati agli splendidi mosaici della volta del Mausoleo di Galla Placidia, monumento funerario a forma di croce latina fatto costruire dalla sorella dell’imperatore Onorio tra il 425-450 d.C..

Le tessere che compongono il maestoso mosaico della “Domus del Mitodi Sant’Angelo in Vado ritraggono figure allegoriche, scene di caccia e soggetti mitologici ornati da motivi policromi.

I capi sono ispirati al rosone della facciata della Basilica romanica di San Pietro, le cui decorazioni circolari culminano al centro con l’elegante forma di un fiore a dodici petali.

La trionfante figura di Nettuno, divinità dei mari, che spicca nel grandioso mosaico delle stagioni conservato a Palermo presso il Museo Archeologico A. Salinas, è racchiusa in un pannello ottagonale decorato ai bordi con un raffinato motivo ornamentale a doppia treccia.

Somiglia a una grande scacchiera il motivo geometrico a stelle e losanghe bianche e nere che decora i mosaici del pavimento del tablinum, la sala di rappresentanza della villa romana di Russi (Ravenna), alla quale i capi si ispirano.

Quadrati, rombi, triangoli e ottagoni concentrici caratterizzano i rigorosi motivi decorativi di questi capi, che traggono ispirazione dai mosaici pavimentali della domus romana di Spoleto, risalente al I secondo d.C.

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Tratti dal mosaico pavimentale della Basilica di Santa Maria in Cosmedin, il cui nome deriva dalla parola greca kosmidion, che significa ornamento, le trame e i colori brillanti di questi capi ricordano ricami floreali e motivi geometrici.

Un insolito perimetro di linee rette e curve forma la base della cupola della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza. La sua struttura dalle geometrie complesse si sviluppa in altezza creando un ideale percorso ascensionale che culmina in un cerchio perfetto, luminoso e stellato, simbolo di sapienza divina.

La Scala dei Giganti di Palazzo Ducale a Venezia è il luogo dove avveniva l’incoronazione del Doge. Il suo nome deriva dalle imponenti statue di Marte e Nettuno, poste al culmine della scala come simboli del dominio della città sulla terraferma e sui mari.

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