Letture coloniali | IL MONDO DI BELLE | Grissom Kathleen

IL MONDO DI BELLE

Un’enorme dimora avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d’aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia. Pyke ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l’ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione.
Un modo come un altro per passare all’incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare. Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio. Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un’attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni. Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell’abisso che separa la casa padronale dall’universo delle cucine…

Letture coloniali | L’ISOLA SOTTO IL MARE | Isabelle Allende

l'isola sotto il mare coverIl romanzo della Allende, ambientato nei Caraibi e nella Louisiana di fine ‘700, narra le vicende della schiava nera Zarité Sedella, soprannominata Teté che, attraverso varie vicissitudini, soprusi e violenze, riesce alla fine a conquistare la propria libertà.

Siamo nell’isola di Santo Domingo (oggi Haiti) nel 1770, e Tété ha nove anni. Viene venduta come schiava a Toulouse Valmorain, giovane francese appena sbarcato dall’Europa per rilevare la piantagione del padre morto di sifilide. L’isola è una miscela esplosiva di razze, religioni e culture.

Proprio qui, a cavallo della fine del XVIII secolo, sotto l’accecante sole creolo dei Caraibi, tra soldati europei, cocotte mulatte, pirati, schiavi neri e signori bianchi, nasce l’identità latinoamericana moderna, inevitabilmente legata all’insurrezione degli schiavi neri contro le ingiustizie.

Tété, nata schiava, conosce tutte le violenze e i soprusi, ma guidata dalla passione (anche quella politica), diviene, alla fine del romanzo, una donna libera.

Letture Coloniali | IL MATRIMONIO DEGLI OPPOSTI | Alice Hoffmann

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Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un’amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un’isola definita da Cristoforo Colombo un «Paradiso in terra» per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell’esistenza e di fuggire a Parigi.

Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l’ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi. Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all’anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.

Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell’isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell’incontro. Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l’uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all’École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell’Ottocento.

Due donne che parlano vicino al mare, Saint Thomas. Camille Pissarro 1856. National Gallery of Art di Washington..
Due donne che parlano vicino al mare, Saint Thomas. Camille Pissarro, 1856. National Gallery of Art di Washington.

Letture coloniali | Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys

sargassiChi ha amato Jane Eyre di Charlotte Brontë, non può non leggere questo piccolo capolavoro di Jean Rhys, scrittrice inglese di origini caraibiche.

Opera di straordinaria densità e tensione, Il Grande Mare dei Sargassi (titolo originale Wide Sargasso Sea), ci mostra un altro punto di vista: quello di Antoinette (Bertha) Mason, la prima moglie di Edward Rochester, la “pazza”. Una figura misteriosa e controversa nel libro della Brontë, quasi malefica, brutale, animalesca, ostacolo all’amore tra Jane e Rochester.

Grazie al romanzo della Rhys, Antoinette invece, trova una propria voce; finalmente capiamo chi è, da dove viene e cosa o chi l’ha condotta alla pazzia.

Tutto ha inizio nel 1830, in Giamaica. Lo schiavismo è stato da poco abolito, ma le differenze tra bianchi e neri sussistono. In più c’è una nuova casta, i creoli, i “neri bianchi”, che non sono considerati né dagli uni né dagli altri. Antoinette, è una di questi, una nera bianca di cui ripercorriamo la vita, dall’infanzia al matrimonio concordato con un inglese, il Mr. Rochester di Jane Eyre (il cui nome però, non viene mai menzionato durante la narrazione), fino alla sua tragica morte nell’incendio che lei stessa appicca, nel freddo maniero del marito in Inghilterra.

Da sfondo una natura conturbante, magica, lussuriosa come solo i Caraibi possono offrire, nella quale il dramma della follia, dell’amore, dell’odio, della passione si consumano.

Da questo romanzo è stato tratto nel 1993 il film Fiamme di passione (Wide Sargasso Sea) diretto da John Duigan.

(Wide Sargasso Sea) è un film del 1993 diretto da John Duigan.