HO FREDDO |Intervista a Gianfranco Manfredi

ho freddo

“…Abigail era rosea, come se il sangue le circolasse ancora nelle vene. Il suo volto era persino più arrotondato di quanto fosse prima della morte. Il corpo, sotto la camiciola bianca, anziché rinsecchito, appariva gonfio e rilassato. Certo il petto non si sollevava al respiro, non il minimo alito filtrava dalle narici e dalle labbra leggermente dischiuse, e le mani risultavano gelide al tocco. Eppure, a guardarla, Abigail pareva placidamente addormentata…”.

È così che inizia Ho Freddo di Gianfranco Manfredi: una scena di esumazione, in un cimitero. Una giovane donna, morta da una ventina di giorni, presenta uno strano colorito roseo e un’aria quasi florida. Il padre, spaventato, le strappa il cuore dal petto… come a un vampiro… Ma attenzione non siamo nella cupa Transilvania, là dove il mito del vampiro sembra aver avuto origine, ma negli Stati Uniti, precisamente nel Rhode Island

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Condividere culture: Noi donne di Teheran – incontro con Farian Sabahi

 

fonte: fariansabahi.com
fonte: fariansabahi.com

Forse mai come in questa epoca così difficile, le donne sono state così protagoniste. E a parlarcene sarà proprio una donna, Farian Sabahi, che il prossimo 9 maggio, a Lodi nell’ambito della manifestazione Festival dei Comportamenti, in programma dal 7 all’11 maggio, ci farà ascoltare il suo racconto Noi donne di Teheran.

Farian Sabahi, come una novella Shahrzad, racconterà le origini della capitale iraniana e le sue contraddizioni; parlerà di donne, donne protagoniste in vari ambiti, sport inclusi, anche se troppo spesso usate come un tassello nella propaganda di regime. Un testo animato dai versi di grandi poeti persiani, che affronta anche con ironia tematiche complesse, nel tentativo di abbattere i soliti stereotipi sull’Islam e parlare di quel Medio Oriente che tanto spaventa. Conduce l’incontro il Segretario Generale del Comune di Lodi, Silvio Masullo.

jouvence-sabahi-noi-donne-teheran-dorso4-5Farian Sabahi (1967) è scrittrice, giornalista e docente universitaria specializzata sul Medio Oriente e in particolare su Iran e Yemen. È editorialista di questioni iraniane per Il Corriere della Sera e per il Sole24Ore. Ha insegnato all’Università di Ginevra, alla Bocconi di Milano e a Torino. Nel 2010 ha vinto il premio Amalfi nella sezione Mediterraneo e nel 2011, il premio Torino Libera. Il suo ultimo libro Noi donne di Teheran è un testo per il teatro, pubblicato da Jouvence.

Sabato 9 maggio – ore 21.00
Lodi – Sala Carlo Rivolta, Via Cavour 66
Info: www.festivalcomportamenti.org www.comune.lodi.it www.culturalodi.it www.fariansabahi.com

 

Il passato è una bestia feroce : intervista a Massimo Polidoro.

copertina

«Qualcuno più saggio di me disse una volta

che non si può crescere

e cambiare se non si ha il coraggio

di uccidere il proprio passato»

da “ Il passato è una bestia feroce ”.

Sono abituata a conoscere Massimo Polidoro come l’investigatore dell’insolito, colui che con calma e un pizzico di ironia, dà una soluzione scientifica a fenomeni inspiegati (che quasi ci rimani male quando li svela…), tanto da scriverci più di 40 libri. Pertanto mi ha incuriosito molto la notizia dell’uscita del suo primo thriller: “Il passato è una bestia feroce” .

Ma chi è Massimo Polidoro? Scrittore, giornalista, divulgatore scientifico e Segretario nazionale del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è membro onorario del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri, centinaia di articoli pubblicati su riviste nazionali ed estere e numerosi interventi televisivi.

Personalmente una persona umile, disponibile e gentile e questa è stata la nostra chiacchierata…

2015 Roberta Baria
2015 Roberta Baria

Dopo tanti libri su enigmi, misteri e segreti svelati, perché un thriller?

Perché è il tipo di romanzi che preferisco leggere sin da quando sono un bambino. Ho sempre sognato di scriverne uno, ma mi rendevo conto che questo tipo di narrativa, per essere efficace, richiede una precisione e un’abilità nel costruire storie coinvolgenti, sorprendenti e capaci di costringere il lettore a voltare pagina che non si possono improvvisare. Così, dopo anni di studio e di preparazione, mi sono finalmente sentito pronto per provarci e con “Il passato è una bestia feroce” credo di avere scritto forse il mio libro più bello.

Quale è la trama?

Sono passati trentatré anni da quando Monica Ferreri, una bambina, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, quasi tutti l’hanno dimenticata. È una misteriosa lettera, scritta da Monica la sera prima di sparire e ritrovata oggi, a risvegliare l’inquietudine di un mistero mai risolto. A riceverla è Bruno Jordan, cronista di successo della rivista Krimen, quarantenne in crisi e, tanto tempo prima, compagno di scuola e amico speciale di Monica. Quella lettera rappresenta il pretesto che serve a Jordan per allontanarsi da Milano, da una redazione dove si sente soffocare, dall’ennesima fidanzata che lo ha lasciato in malo modo e, soprattutto, dalle minacce di alcuni malavitosi che lo hanno preso di mira a causa di una delle sue inchieste scomode. Con l’aiuto di Costanza Piras, giovane ma risoluta donna maresciallo, Jordan ritorna sui luoghi dell’infanzia per indagare sulla fine di Monica. E più va a fondo, più quello che scopre si fa spaventoso, facendogli capire troppo tardi che il passato è come una bestia feroce che forse sarebbe meglio non risvegliare.

Come si ti sei documentato?

Come dicevo prima un thriller non si improvvisa. Per riuscire a scrivere qualcosa di credibile ho studiato per anni, dissezionando i gialli più riusciti, analizzando i film di Hitchcock, Dario Argento e tanti altri, studiando la psicologia della suspense, ma anche entrando in contatto diretto e scambiando idee con alcuni dei più grandi autori di questo genere, come Michael Connelly, Jeffery Deaver o Nelson Demille, che generosamente mi hanno rivelato i loro “segreti”. Quanto ai temi della storia, ho naturalmente dovuto documentarmi sia studiando i fatti di cronaca simili a quelli raccontati nel libro, sia scoprendo come funziona la vita nei luoghi di cui parlo, da una caserma dei carabinieri a un reparto di rianimazione, e questo è stato possibile grazie all’aiuto di esperti e persone del settore che generosamente hanno condiviso con me le loro conoscenze.

C’è qualche fatto di cronaca nera che ti ha ispirato?

Certamente, ma non posso dirlo per non rovinare la sorpresa…

Titolo sicuramente molto forte, così come la copertina. Mi ha colpito il fatto che i tuoi lettori siano stati coinvolti direttamente nella loro scelta. Addirittura 100 fra questi, sono anche stati selezionati per leggere in anteprima il tuo romanzo e promuoverlo. Una strategia editoriale molto social, che in Italia non ricordo di simili…me ne parli?

Sono partito da una semplice considerazione: ogni anno in Italia escono qualcosa come 60.000 titoli e pubblicarne uno in più equivale un po’ a gettare il proprio libro in questo oceano sperando che se la cavi da solo. Poiché considero Il passato è una bestia feroce un punto importante della mia carriera di scrittore, e poiché ritengo che meriti di essere letto da chi ama questo genere, ho deciso di impegnarmi in prima persona per riuscire a farlo emergere. Coinvolgere i miei lettori mi è sembrato naturale.

Che cosa fa di preciso la tua Squadra?

È entrata in azione qualche settimana prima dell’uscita del libro, rilanciando sui social network segnalazioni, anticipazioni e curiosità per alimentare l’attesa. Poi, inaspettatamente, la creatività ha preso il sopravvento ed ecco che qualcuno si è inventato dei bookteaser, qualcun altro ha realizzato un booktrailer molto professionale, altri hanno scelto frasi dal libro e le hanno trasformate in cartoline virtuali, messaggi sulle chat, sms… Altri ancora scoprono “oggetti” presenti nel libro che vanno ad arricchire una bacheca su Pinterest, c’è chi ha costruito un misterioso sito dedicato all’enigma che sta al centro del romanzo, vale a dire la scomparsa di Monica, chi ha immaginato contest dedicati ad aspiranti scrittori, chi ha progettato presentazioni e incontri in libreria… Ma la cosa più bella, naturalmente, è che sono nate nuove amicizie e collaborazioni inaspettate.

Per la prima settimana di uscita del libro hai anche pensato a un’iniziativa speciale, vero?

Sì, per festeggiare l’uscita di questo libro a cui tengo davvero tanto, ho deciso che chi acquisterà il libro entro la mezzanotte di domenica 8 marzo riceverà fino a 10 regali. Si tratta di un paio di miei libri inediti, video con retroscena esclusivi sul libro, un Manuale per aspiranti scrittori, parti poi tagliate dal libro, una raccolta di miei rari interventi televisivi… Chi fosse interessato non deve fare altro che andare qui: http://goo.gl/Gw79VC

Qualcuno dei lettori, che ha letto in anteprima il tuo romanzo, trova nella narrazione un po’ di Stephen King… E’ uno scrittore che ti ha influenzato?

Mi tremano i polsi solo a pensare a un paragone del genere, non scherziamo! King è indubbiamente uno dei miei scrittori preferiti e credo sia inevitabile che qualcosa di quello che i suoi libri mi hanno regalato mi sia rimasto “attaccato” e, di conseguenza, si ritrovi anche nella mia scrittura. Ma, come lui, devo ringraziare anche altri scrittori che mi hanno “insegnato” l’arte del brivido: Thomas Harris, Michael Connelly, Jeffery Deaver, Robert Crais, Lee Child, Dennis Lehane, Nelson Demille e molti, molti altri.

Un’ultima domanda: in tutti i tuoi anni di studi e ricerche, ma davvero non ti è mai capitato di imbatterti in qualcosa che forse ti ha fatto dubitare del fatto che non tutto si può dimostrare? Ma non è forse che l’inspiegabile proprio perché è tale, non si può spiegare scientificamente?

Non credo che esista “l’inspiegabile”, esiste piuttosto “l’inspiegato”: qualcosa, cioè, che ancora non siamo riusciti a spiegare. Ma per la gran parte degli interrogativi che l’uomo si pone, penso sia solo questione di tempo. Se la scienza ci ha insegnato qualcosa è che continuando a fare domande, prima o poi la natura rivela i suoi segreti. Magari oggi ci mancano gli strumenti giusti per sapere tutto quanto, ma è probabile che prima o poi questi strumenti li avremo. Anche se, non ho difficoltà ad ammetterlo, è possibile che certi interrogativi non avranno mai risposta.

Info:

Il passato è una bestia feroce

Piemme 2015 Pag. 427 – 17,90€

Rilegato

Codice ISBN: 9788856639537

 

Il sito ufficiale del libro: http://goo.gl/dNRxRA

La pagina del libro sul sito di Edizioni Piemme: http://goo.gl/cbQTyC

Il booktrailer: http://goo.gl/m0iil0

La serie di video sul libro: http://goo.gl/HFAYrU

La bacheca Pinterest: http://goo.gl/eLv7J1

La Squadra dei 100 lettori: http://goo.gl/dNRxRA (da metà sito in giù)

Le prime pagine nei formati PDF, ePub e mobi: http://goo.gl/F5I7iq

Il passato è una bestia feroce : il primo thriller di Massimo Polidoro

 

MassimoPolidoro3
2015 Roberta Baria

Una bambina scomparsa.

Una lettera dal passato.

Un cronista troppo curioso.

Nella rete del più insospettabile e spietato degli assassini…

 

Uscirà il prossimo 3 marzo in libreria, per Edizioni Piemme, Il passato è una bestia feroce, il primo thriller di Massimo Polidoro.

Ho avuto l’opportunità di potergli fare qualche domanda sul suo nuovo libro e a breve pubblicherò l’intervista, ma intanto un assaggio di quello che ci aspetta…

Sono passati trentatré́ anni da quando Monica Ferreri, una bambina, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, quasi tutti l’hanno dimenticata. È una misteriosa lettera, scritta da Monica la sera prima di sparire e ritrovata oggi, a risvegliare l’inquietudine di un mistero mai risolto. A riceverla è Bruno Jordan, cronista di successo della rivista Krimen, quarantenne in crisi e, tanto tempo prima, compagno di scuola e amico speciale di Monica. Quella lettera rappresenta il pretesto che serve a Jordan per allontanarsi da Milano, da una redazione dove si sente soffocare, dall’ennesima fidanzata che lo ha lasciato in malo modo e, soprattutto, dalle minacce di alcuni malavitosi che lo hanno preso di mira a causa di una delle sue inchieste scomode. Con l’aiuto di Costanza Piras, giovane ma risoluta donna maresciallo, Jordan ritorna sui luoghi dell’infanzia per indagare sulla fine di Monica. E più va a fondo, più quello che scopre si fa spaventoso, facendogli capire troppo tardi che il passato è come una bestia feroce che forse sarebbe meglio non risvegliare.

Massimo Polidoro, scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è membro onorario del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su riviste nazionali ed estere.

Booktrailer

Per saperne di più:

il sito di Massimo Polidoro http://www.massimopolidoro.com/

il sito ufficiale del libro: http://goo.gl/dNRxRA

Cenerentola: da Basile a Walt Disney.

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Cenerentola è nota al grande pubblico soprattutto grazie al capolavoro di animazione del 1950 della Disney, che dal prossimo 12 marzo, riporterà al cinema un lungometraggio live action ispirato proprio alla fiaba “classica”, basata sul personaggio creato da Charles Perrault.

locandina

Non tutti però sanno che Perrault scrisse Cenerentola, ispirandosi alla versione della fiaba tutta italiana, anzi napoletana, di Gianbattista Basile pubblicata nel 1634. Giambattista Basile (Napoli 1575? – 1632), fu un letterato e scrittore di epoca barocca, primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare. A lui si deve la prima raccolta di novelle interamente dedicate all’infanzia: Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille (Il racconto dei racconti ovvero come intrattenere i bambini), che venne redatto in lingua napoletana e pubblicato postumo (Napoli 1634-1636) per interessamento della sorella dell’autore, la celebre cantante Adriana Basile. Benedetto Croce, che lo tradusse in lingua italiana, lo definì come “il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari.” L’opera, nota anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è costituita da 50 fiabe, raccontate da 10 anziane donne in 5 giorni; compone, nella sua raffinata architettura, alcuni personaggi e intrecci, come per esempio Cenerentola, il cui titolo nell’opera di Basile è La gatta Cenerentola o La bella addormentata (Sole, Luna e Talia, nella versione di Basile) che ebbero larga diffusione nella cultura europea dell’epoca, tanto da costituire, nelle varie elaborazioni successive, un patrimonio comune a tutta la cultura mondiale.

Giambattista_Basile La gatta Cenerentola, narra di una ragazza di nome Zezolla che uccide la sua prima matrigna, al fine di convincere il padre a sposare la sua istitutrice. Purtroppo, nonostante le promesse, la nuova matrigna maltratta Zezolla, che sarà soprannominata “gatta Cenerentola”, relegandola ai lavori più umili e occupandosi solo delle sue sei figlie. Un giorno il padre, tornato da un viaggio, porta alla ragazza una palma da datteri che, coltivata, cresce fino a raggiungere l’altezza di una donna, materializzandosi in una fata. Grazie alla fata, Cenerentola, vestita con abiti principeschi, va alla festa del re e lo fa innamorare. Questi, desideroso di averla in sposa, la farà pedinare da un servitore e Cenerentola nella fuga perderà una pianella (zoccolo con tacco basso), grazie alla quale il re ritroverà la sua amata.

Nel 2015, il regista Matteo Garrone ha adattato cinematograficamente Lo cunti de li cunti di Basile: il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales, caratterizzato da un grande cast internazionale, è stato vincitore di sette David di Donatello.