QC Terme: luoghi di benessere antico e…moderno.

vasca panoramica bagni vecchi bormio

Da qualche tempo sto trovando molto interessanti i centri termali del circuito QC Terme spas and resort.

Sul sito, QC Terme si presente così: “la più importante ed innovativa realtà nel settore del benessere termale e dell’ospitalità alberghiera, regala esperienze che migliorano la qualità di vita e donano attimi di gratificazione, vitalità, spensieratezza e gioia. Centri benessere e termali, hotel di charme a Bormio, Pré Saint Didier, Milano, Torino, Monte Bianco, Roma, San Pellegrino e nelle Dolomiti”.

Quello che mi colpisce delle location QC Terme, sono proprio le strutture nelle quali troviamo biosaune, calidarium, piscine calde, bagni giapponesi, stanze del sale e tantissimo altro: palazzi storici dove l’esperienza termale diventa ancora più suggestiva oppure strutture immerse nella natura, magari a pochi passi da una foresta, il tutto impreziosito da un ricercato design, tecnologia e anche buon cibo.

I Centri dove ho avuto la fortuna di passare un’intera giornata sono stati i Bagni Vecchi di Bormio e sulle Dolomiti.

bagni vecchi di bormio

I Bagni vecchi di Bormio, nel parco nazionale dello Stelvio, sono qualcosa di eccezionale. Simbolo assoluto di questo luogo è la bellissima piscina panoramica scavata nella roccia, dove ammirare dall’alto e poco sopra l’antica chiesetta di San Martino, in calde acque naturali, il panorama circostante, reso ancor più affascinante se innevato.

Si ritiene che le fonti salutari di questi luoghi fossero conosciute già in epoca romana, per poi attrarre sempre più visitatori nei secoli successivi, tra cui anche ospiti illustri come i reali della Corte Austro-Ungarica. Infatti fu costruito ed è attualmente in funzione, accanto ai Bagni Vecchi, l’Hotel Bagni Vecchi, in passato ospizio per viandanti, gestito da monaci.

Quello che mi colpisce delle acque termali di questo stabilimento, sono la presenza di microparticelle di fanghi, simili a piccole alghe, che vanno a esfoliare delicatamente la pelle.

grotta sudatoria

Tra i 36 servizi termali offerti, fatti di molteplici vasche idromassaggio o cascate e Stube Termali, a colpirmi ulteriormente è la Grotta Sudatoria di San Martino: una sauna naturale, unica al mondo che si sviluppa attraverso quattro differenti settori (Tepidarium, Calidarium, Laconicum, Frigidarium) lungo una galleria di 33 mt che si inserisce nella viva roccia.

Anche i Bagni Romani, sono molto affascinanti, anzi direi che sono un vero e proprio sito archeologico nel quale immergersi e rilassarsi.

qc terme dolomiti

Di tutt’altro genere invece è la QC Terme Dolomiti, centro termale immerso nella natura incontaminata della Val di Fassa: tre livelli di benessere, per un totale di 4.500 metri quadri oltre a piscine e spazi esterni, ambientanti in una struttura architettonica moderna ed ecosostenibile.

L’acqua delle terme proviene dalla sorgente di Alloch, l’unica sorgente solforosa del Trentino, nota fin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche, grazie alla presenza di sali minerali, zolfo, solfato, calcio e magnesio.

biosauna

In questo centro troverete un percorso benessere fatto di rigeneranti idromassaggi di tutti i tipi, cascate per rilassare i muscoli delle spalle e della schiena e più di trenta pratiche relax, tra vasche sensoriali cromoterapiche, percorsi Kneipp e pediluvi; biosaune e bagni di vapore oltre che diverse sale relax e perfino l’olfattorio.

Molto interessanti sono a mio avviso The rain falls: piscina interna nella quale viene simulato un piacevole temporale e nella quale abbandonarsi al potere liberatorio e purificante della pioggia e le piscine scoperte con vista panoramica unica sulle Dolomiti, dove ci si immerge alla temperatura costante di 36° per una salutare “forest bathing”.

Ho molto apprezzato in entrambi i centri, che agli ospiti durante la giornata venissero offerti gratuitamente vari tipi di tisane ed esperienze benessere come l’augfuss, oltre che la possibilità di utilizzare e provare i prodotti qc terme come shampoo, balsamo per capelli, creme corpo e viso liberamente, nonché l’omaggio finale di una bottiglietta d’acqua da portare via a fine giornata.

Ovviamente nei centri QC Terme, oltre ai percorsi benessere non mancano massaggi e trattamenti viso e corpo per ogni esigenza e bisogno come quelli sportivi, modellanti, decontratturanti, ayurveda, linfodrenanti o per coppia, che però hanno un costo a parte.

aperiterme qc terme dolomiti

Ampio spazio è dedicato inoltre all’esperienza gastronomica con diversi appuntamenti quotidiani tra i quali il buffet del pranzo e l’Aperiterme serale, aperitivo offerto gratuitamente tutte le sere agli ospiti del centro termale, il tutto con prodotti tipici del territorio.

Concludo con un accenno ai costi. Andiamo dai 45 ai 50 euro al giorno, a seconda se l’ingresso è infra settimana o nel weekend; se si entra per l’Aperiterme o più tardi.

Ci sono poi veri e propri pacchetti benessere che hanno costi differenti. Inclusi nel costo del percorso benessere abbiamo l’accappatoio, un telo e le ciabatte oltre all’uso dei prodotti.

Comunque suggerisco di visionare il sito www.qcterme.com dove troverete tutte le informazioni utili sui centri QC Terme.

Buon relax!

Street Art in Lisbon |L’ effimero che diventa arte urbana

CRONO project with the collaboration of Os Gemeos and BLU, in Picoas

Da anni Lisbona è annoverata tra le principali capitali mondiali della street art.

Salendo e scendendo a piedi o su un életricoi sette colli della capitale portoghese, ci si imbatte spesso in graffiti e murales, vere e proprie opere d’arte. Allora può essere interessante abbandonare i classici itinerari da turista e conoscere la città da un’altra prospettiva: quella dell’arte urbana.

Ma come si è arrivato a questo? Una politica di prevenzione del degrado urbano, controllando e trasformando atti vandalici e di sfregio come quello dei graffitti brutti e illegali, su monumenti o palazzi storici, in opere d’arte, realizzate su spazi pubblici dati in concessione gratuitamente a writers anche di fama internazionale, tra cui l’italiano Blu, Bordalo II (personalmente il mio preferito), Vhils, Odeith, Ella e Pitr .

Questo è stato l’obiettivo della
 Câmara Municipal de Lisboa ovvero il Comune di Lisbona che ha lanciato il progetto GAU – Galeria de Arte Urbanarealizzato attraverso il Departimento de Património Cultural del Comune a partire dal 2009 e che ha trasformato Lisbona in un museo di arte urbana a cielo aperto, recuperando edifici fatiscenti e abbandonati.

Così capita di passeggiare nel Bairro Alto o a Belem e ammirare palazzi dalle facciate rivestite di azulejos, in mezzo a edifici ricoperti da murales, graffiti e stencil firmati dai più grandi street artists contemporanei.

Di seguito una galleria di immagini, per scoprire Lisbona non solo attraverso il suo lato nostalgico e storico, ma anche da un altro punto di vista, magari più effimero, ma sicuramente pieno di energia e di significati sociali, impressi su luoghi dimenticati dal tempo…

 

VULCÕES NAPOLITANOS | VULCANI NAPOLETANI

Grande eruzione di cenere accaduta al 19 giugno del 1794 in Napoli con la processione dell'Immacolata - Alessandro d'Anna, XIX sec.
Grande eruzione di cenere accaduta al 19 giugno del 1794 in Napoli con la processione dell’Immacolata – Alessandro d’Anna

Ormai è un dato di fatto che Napoli è più apprezzata all’estero che in Italia stessa, basti pensare al grandissimo evento organizzato recentemente da Dolce & Gabbana, che per festeggiare i 30 anni di attività, ha scelto la Città partenopea, con un tripudio di eventi, sfilate, musica, ospiti del calibro di Nicole Kidman, Madonna, Sofia Loren, Mariah Carey e molti altri ancora, ma che non è stato ritenuto sufficientemente importante dalle varie testate nazionali, a differenza di quelle estere.

Ormai è risaputo che in Italia con Napoli ci aprono i TG nazionali solo se è Gomorra, ed è per questo che in un recente viaggio in Portogallo, girando per le strade dell’elegante cittadina di Cascais, un tempo residenza estiva dei sovrani portoghesi, sono rimasta incredibilmente sorpresa alla vista di una mostra dal titolo VULCÕES NAPOLITANOS ovvero VULCANI NAPOLETANI, a dimostrazione di come la storia, la cultura e le bellezze partenopee sono apprezzate di più all’estero e paradossalmente anche più conosciute.

vulcani napoletani cascais

Organizzata dalla Fondazione Dom Luis I e promossa da vari enti quali il Comune di Cascais, nonché l’Ente nazionale del turismo portoghese, la mostra permette di ammirare una preziosa serie di oli, acquerelli e gouaches dei secoli XVIII e XX, tutti aventi come soggetto il Vesuvio in eruzione e la città di Napoli con il suo golfo e il suo popolo, rappresentata in quegli istanti così drammatici e intensi.

Scena al chiaro di luna, con eruzione del Vesuvio e popolazione in fuga. Adam Callender, 1791
Scena al chiaro di luna, con eruzione del Vesuvio e popolazione in fuga. Adam Callander, 1791.

Le opere esposte fanno parte della collezione artistica appartenuta a Duarte Maria Egas de Avillez Pinto Coelho, decoratore e collezionista d’arte portoghese nato a Cascais nel 1923 e morto nel 2010 in Spagna, che innamoratosi di Napoli, acquisto pitture anche di artisti minori, che la ritraevano in un tripudio di fuoco, terra e mare, affascinato dal fenomeno dell’eruzione vulcanica del Vesuvio.

Vulcoes

Queste pitture sono molto significative perché ci tramandano momenti storici di un fenomeno, quale l’eruzione del Vesuvio con le sue colate di lava, nubi, esplosioni e cenere il tutto in maniera molto fascinosa. L’evento vulcanico è dipinto come uno spettacolo. Non c’è paura. La popolazione prega, chiede l’aiuto di Dio oppure indica l’eruzione, ne parla, osserva la montagna, camminano ai bordi delle sue colate incandescenti, ma nessuno scappa. L’eruzione è dipinta con colori vivi, spesso sullo sfondo di un mare a volte al chiaro di luna.

La mostra, il cui ingresso è gratuito, è allestita presso Casa Duarte Pinto Coelho, nel bellissimo parco cittadino Marechal Carmona di Cascais.

Informazioni: www.fundacaodomluis.pt

Quando l’Italia disegnava il Mondo. Tesori cartografici del Rinascimento.

quando l'italia disegnava il mondo
Fino al 10 luglio 2016, Bergamo celebra con una grande mostra la perizia, le capacità, le competenze professionali degli italiani nel Cinquecento, e racconta di un’epoca in cui l’Italia aveva un riconosciuto primato: la creazione di carte geografiche, veri gioielli cartografici.
Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento i grandi viaggi di esplorazione rivoluzionano la visione del mondo fino ad allora conosciuto, sconvolgono gli equilibri politici ed economici della Vecchia Europa e aprono la strada alla percezione del Mondo come Nuovo.
Le scoperte geografiche, frutto del sapere esperto di grandi navigatori italiani, vengono trasferite e disegnate su carte e mappe, realizzate da capaci professionisti, artisti, incisori, stampatori, dell’Italia del Rinascimento. Firenze, Roma e Venezia detengono un primato riconosciuto: la produzione e il commercio di carte geografiche.
È l’Italia a disegnare il mondo d’allora: nelle botteghe dei cartografi le carte nascono anzitutto come strumento di conoscenza e rappresentazione del Mondo Nuovo, per diventare poi veri e propri oggetti d’arte.A Roma, nel 1570, Antoine Lafréry, stampatore ed editore francese a capo di una fiorente bottega, pubblica la prima raccolta miscellanea di carte geografiche e vedute di città, realizzando così il primo “atlante” moderno.
La mostra “Quando l’Italia disegnava il Mondo. Tesori cartografici del Rinascimento”, promossa da Fondazione Bergamo nella storia, Associazione culturale Roberto AlmagiàAssociazione Italiana di Collezionisti di Cartografia  Antica e Biblioteca Civica Angelo Mai, si propone di ricomporre un atlante virtuale: oltre settanta carte di inestimabile valore saranno esposte in un  percorso che ricostruisce la visione del mondo così come era conosciuto e disegnato nel Cinquecento.
Allestita in Palazzo del Podestà, la mostra è integrata alle sale del Museo del ’500, che offre ai visitatori le coordinate per comprendere l’atlante di Lafréry come espressione di quel primato, fatto di conoscenza, tecnica e arte, goduto dall’Italia del Cinquecento.
Info:  t. 035 247116 – info@bergamoestoria.it
Dove

Palazzo del Podestà (Piazza Vecchia, Città Alta, Bergamo)
Quando
fino al 10 luglio 2016
A che ora
dal 16 aprile al 31 maggio
da martedì a domenica 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00

dal 1 giugno al 10 luglio
da martedì a venerdì 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00
sabato e festivi 9.30 – 19.00

Prezzi
Intero 6,00 Euro
Ridotto 4,00 Euro
Gratuito fino a 18 anni, disabili e giornalisti
(dal 29 aprile al 3 luglio biglietto valido anche per l’ingresso alla mostra “Nel segno del Rinascimento. Pietro Bussolo scultore a Bergamo”, Palazzo della Ragione, Città Alta, Bergamo)

NEUSCHWANSTEIN E HOHENSCHWANGAU: la Baviera più romantica

© Füssen Tourismus und Marketing / www.guenterstandl.de
© Füssen Tourismus und Marketing / www.guenterstandl.de

 

Aspirò con un sommesso sibilo l’aria, l’aria umida e fresca di quel giorno piovoso.
Il sibilo divenne un rantolo, quindi un profondo, ruggente gemito.
Il re prigioniero stava alla finestra e gemeva.
Le sue mani scivolavano lungo quelle fradice sbarre di ferro, in su e in giù.
(Finestra con le sbarre. Gli ultimi giorni di Ludwig di Baviera.
Klaus Mann)

Nel 1959 usciva nelle sale cinematografiche il capolavoro di animazione La bella addormentata nel bosco, prodotto dalla Disney e basato sulla versione della fiaba di Charles Perrault.

Castello de La Bella Addormentata della Disney
Castello della Bella Addormentata della Disney

Come molti dei primi classici Disney, la storia inizia con un libro delle fiabe che si apre e subito la scena si focalizza su un maestoso castello in cima a un colle.

Ebbene questo castello esiste davvero e si trova in Germania, esattamente nel sud della Baviera, al confine con l’Austria: il castello di Neuschwanstein (letteralmente Nuova pietra del Cigno).

Walt Disney ne rimase talmente affascinato, che ne fece la dimora della principessa Aurora nel suo celebre film d’animazione, nonché il logo stesso della Disney, oltre a riprodurlo strutturalmente in tutti i parchi divertimento del mondo.

Ludwig II di Baviera nel giorno dell'incoronazione, dipinto di Ferdinand von Piloty, 1865.
Ludwig II di Baviera nel giorno dell’incoronazione, dipinto di Ferdinand von Piloty, 1865.

Ma se questa dimora fiabesca è affascinante, lo è ancor di più la figura del suo sovrano: re Ludwig II (1845-1886), il più eccentrico e discusso re della Baviera, noto soprattutto per la costruzione dei suoi castelli delle fiabe, per la sua ossessione per le opere di Richard Wagner e per l’arte, più che per le sue doti militari e politiche. Leggi tutto “NEUSCHWANSTEIN E HOHENSCHWANGAU: la Baviera più romantica”