I film più spaventosi dell’ autunno 2017

Il Cinema di questo autunno 2017 si tinge dei toni più cupi e raccapriccianti.

Arrivano infatti nelle sale alcuni dei più attesi film horror della stagione, di cui tre sono i più interessanti al momento.

Non si può non iniziare il 19 ottobre con IT, diretto da Andy Muschietti.

Tratto dall’omonimo romanzo, capolavoro assoluto di Stephen King, IT racconta di un gruppo di ragazzi, Il Club dei Perdenti e del terrificante clown Pennywise (IT), creatura demoniaca che dalla notte dei tempi infesta una cittadina del Maine.

Si parla di questo film come il remake della miniserie televisiva andata in onda nel 1990, poi diventata un cult generazionale, nonostante di cult a mio avviso ci sia solo la magistrale interpretazione di Tim Curry… Speriamo che anche quella di Bill Skarsgård sia all’altezza del ruolo che interpreta.

Sicuramente lo sarà come sempre il sadico Jigsaw, che ritorna al cinema il 31 ottobre con Saw: Legacy ottavo capitolo della saga dell’Enigmista.

Questa la trama su coomingsoon: “La sanguinaria eredità di John Kramer, alias Jigsaw o l’Enigmista, malato terminale e aspirante suicida, preda infine di una lucida follia omicida, viene raccolta da un assassino sconosciuto che miete vittime in città. Uno scenario raccapricciante inaugura il nuovo “gioco” mortale: i corpi dilaniati sparsi per le strade recano sulle ferite inferte la firma del famigerato Jigsaw. Ma il killer che per anni si è divertito a testare l’istinto di sopravvivenza di uomini e donne reputati indegni di vivere, è morto ormai da tempo. L’unica spiegazione possibile è che abbia trasmesso a un sadico apprendista l’angosciante gusto dell’inganno, della sfida e del tranello. Lasciando in consegna anche il pallido pupazzo per ventriloqui con papillon rosso sangue…”.

Ritroveremo quindi anche Billy, l’inquietante marionetta da ventriloquo che appare mentre pedala il suo triciclo…

Altro ritorno nelle sale, dopo molti anni di attesa, è Jeepers Creepers 3: Cathedral, terzo capitolo della trilogia iniziata con Jeepers Creepers – Il canto del diavolo (2001) e proseguita con Jeepers Creepers – Il canto del diavolo 2 (2003) scritta e diretta da Victor Salva.

Abbiamo lasciato il Creepers, un essere demoniaco che ogni 23 anni si risveglia per nutrirsi di esseri umani per la durata di 23 giorni, imprigionato e in letargo, tenuto crocifisso in un pagliaio dal padre di una delle vittime del mostro, con un arpione puntato contro di lui, pronto per il suo imminente risveglio.

Questo terzo film ha luogo tra gli eventi del primo film e del secondo e vedrà il Sergente Tubbs organizzare una vera e propria spedizione per indagare sulle origini del diabolico Creeper per distruggerlo per sempre.

Interpretato ancora una volta da Jonathan Breck, purtroppo al momento Jeepers Creepers è uscito unicamente negli USA e della data italiana non si sa ancora nulla…

QC Terme: luoghi di benessere antico e…moderno.

vasca panoramica bagni vecchi bormio

Da qualche tempo sto trovando molto interessanti i centri termali del circuito QC Terme spas and resort.

Sul sito, QC Terme si presente così: “la più importante ed innovativa realtà nel settore del benessere termale e dell’ospitalità alberghiera, regala esperienze che migliorano la qualità di vita e donano attimi di gratificazione, vitalità, spensieratezza e gioia. Centri benessere e termali, hotel di charme a Bormio, Pré Saint Didier, Milano, Torino, Monte Bianco, Roma, San Pellegrino e nelle Dolomiti”.

Quello che mi colpisce delle location QC Terme, sono proprio le strutture nelle quali troviamo biosaune, calidarium, piscine calde, bagni giapponesi, stanze del sale e tantissimo altro: palazzi storici dove l’esperienza termale diventa ancora più suggestiva oppure strutture immerse nella natura, magari a pochi passi da una foresta, il tutto impreziosito da un ricercato design, tecnologia e anche buon cibo.

I Centri dove ho avuto la fortuna di passare un’intera giornata sono stati i Bagni Vecchi di Bormio e sulle Dolomiti.

bagni vecchi di bormio

I Bagni vecchi di Bormio, nel parco nazionale dello Stelvio, sono qualcosa di eccezionale. Simbolo assoluto di questo luogo è la bellissima piscina panoramica scavata nella roccia, dove ammirare dall’alto e poco sopra l’antica chiesetta di San Martino, in calde acque naturali, il panorama circostante, reso ancor più affascinante se innevato.

Si ritiene che le fonti salutari di questi luoghi fossero conosciute già in epoca romana, per poi attrarre sempre più visitatori nei secoli successivi, tra cui anche ospiti illustri come i reali della Corte Austro-Ungarica. Infatti fu costruito ed è attualmente in funzione, accanto ai Bagni Vecchi, l’Hotel Bagni Vecchi, in passato ospizio per viandanti, gestito da monaci.

Quello che mi colpisce delle acque termali di questo stabilimento, sono la presenza di microparticelle di fanghi, simili a piccole alghe, che vanno a esfoliare delicatamente la pelle.

grotta sudatoria

Tra i 36 servizi termali offerti, fatti di molteplici vasche idromassaggio o cascate e Stube Termali, a colpirmi ulteriormente è la Grotta Sudatoria di San Martino: una sauna naturale, unica al mondo che si sviluppa attraverso quattro differenti settori (Tepidarium, Calidarium, Laconicum, Frigidarium) lungo una galleria di 33 mt che si inserisce nella viva roccia.

Anche i Bagni Romani, sono molto affascinanti, anzi direi che sono un vero e proprio sito archeologico nel quale immergersi e rilassarsi.

qc terme dolomiti

Di tutt’altro genere invece è la QC Terme Dolomiti, centro termale immerso nella natura incontaminata della Val di Fassa: tre livelli di benessere, per un totale di 4.500 metri quadri oltre a piscine e spazi esterni, ambientanti in una struttura architettonica moderna ed ecosostenibile.

L’acqua delle terme proviene dalla sorgente di Alloch, l’unica sorgente solforosa del Trentino, nota fin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche, grazie alla presenza di sali minerali, zolfo, solfato, calcio e magnesio.

biosauna

In questo centro troverete un percorso benessere fatto di rigeneranti idromassaggi di tutti i tipi, cascate per rilassare i muscoli delle spalle e della schiena e più di trenta pratiche relax, tra vasche sensoriali cromoterapiche, percorsi Kneipp e pediluvi; biosaune e bagni di vapore oltre che diverse sale relax e perfino l’olfattorio.

Molto interessanti sono a mio avviso The rain falls: piscina interna nella quale viene simulato un piacevole temporale e nella quale abbandonarsi al potere liberatorio e purificante della pioggia e le piscine scoperte con vista panoramica unica sulle Dolomiti, dove ci si immerge alla temperatura costante di 36° per una salutare “forest bathing”.

Ho molto apprezzato in entrambi i centri, che agli ospiti durante la giornata venissero offerti gratuitamente vari tipi di tisane ed esperienze benessere come l’augfuss, oltre che la possibilità di utilizzare e provare i prodotti qc terme come shampoo, balsamo per capelli, creme corpo e viso liberamente, nonché l’omaggio finale di una bottiglietta d’acqua da portare via a fine giornata.

Ovviamente nei centri QC Terme, oltre ai percorsi benessere non mancano massaggi e trattamenti viso e corpo per ogni esigenza e bisogno come quelli sportivi, modellanti, decontratturanti, ayurveda, linfodrenanti o per coppia, che però hanno un costo a parte.

aperiterme qc terme dolomiti

Ampio spazio è dedicato inoltre all’esperienza gastronomica con diversi appuntamenti quotidiani tra i quali il buffet del pranzo e l’Aperiterme serale, aperitivo offerto gratuitamente tutte le sere agli ospiti del centro termale, il tutto con prodotti tipici del territorio.

Concludo con un accenno ai costi. Andiamo dai 45 ai 50 euro al giorno, a seconda se l’ingresso è infra settimana o nel weekend; se si entra per l’Aperiterme o più tardi.

Ci sono poi veri e propri pacchetti benessere che hanno costi differenti. Inclusi nel costo del percorso benessere abbiamo l’accappatoio, un telo e le ciabatte oltre all’uso dei prodotti.

Comunque suggerisco di visionare il sito www.qcterme.com dove troverete tutte le informazioni utili sui centri QC Terme.

Buon relax!

Navi fantasma | Il mistero della Mary Celeste

Dipinto del 1861 dell'Amazon (in seguito rinominata Mary Celeste) ad opera di artista sconosciuto (forse Honoré Pellegrin)[1]
Dipinto del 1861 dell’Amazon (in seguito rinominata
Mary Celeste) ad opera di artista sconosciuto (forse Honoré Pellegrin)

Il 5 dicembre del 1872, la nave inglese Dei Gratia incrociava un brigantino a due alberi, privo di equipaggio, che seguiva una rotta erratica nel nord dell’Oceano Atlantico, fra le isole Azzorre e la costa del Portogallo. Si trattava della Mary Celeste, una nave che il capitano della Dei Gratia ben conosceva, così come conosceva chi la comandava, il capitano Benjamin Spooner Briggs.

Capitano Benjamin Briggs
Capitano Benjamin Briggs

Meno di un mese prima le due navi si erano ritrovate vicine ai pontili di carico di East River a New York. La Mary Celeste sarebbe partita per Genova, il 5 novembre con un carico di alcol puro, mentre dieci giorni dopo la Dei Gratia, sarebbe salpata per Gibilterra. Ora, la prima vagava sperduta in pieno Oceano senza una guida né un segno di vita. A bordo infatti, non c’era anima viva: il ponte era totalmente deserto, così come tutto il resto della nave. Mancava la scialuppa di salvataggio, indizio che faceva ipotizzare come Briggs e i suoi uomini, avessero deciso di abbandonare la nave.

Sotto coperta c’era una grande quantità di acqua; due vele erano completamente sganciate e quella inferiore dell’albero di trinchetto, penzolava. L’abitacolo, ovvero il posto dove era conservata la bussola della nave, era saltato. Due portelli di boccaporto erano scardinati e uno dei grandi contenitori per l’alcool si era rovesciato.

mary celesteLa cambusa e le altre zone destinate alla conservazione del cibo e dell’acqua dolce da bere, erano stipate.

Le cassapanche dei marinai erano intatte, a indicare la fretta e la furia con cui erano stati costretti a lasciare la nave. Ma nella cabina del capitano gli strumenti e le attrezzature portatili di orientamento erano sparite. Tuttavia la nave dava segno di poter reggere tranquillamente il mare e di non correre il pericolo di affondare. Perché dunque era stata abbandonata?

L’ultima annotazione sul diario di bordo, datava al 25 novembre; voleva dire che la Mary Celeste viaggiava ormai da nove giorni senza equipaggio, e che in quel momento si era venuta a trovare a oltre 700 miglia a nord-est rispetto all’ultima postazione nota registrata.

Oltre al capitano Briggs e a un equipaggio di sette marinai, a bordo della nave erano salite pure la signora Sarah, moglie del capitano, e Sophia Matilda, la loro figlioletta di due anni. Che fine aveva fatto l’intero equipaggio?

Incisione della Mary Celeste, nelle condizioni del ritrovamento, senza l'equipaggio. Sono osservabili le condizioni della velatura
Incisione della Mary Celeste, nelle condizioni del ritrovamento, senza l’equipaggio. Sono osservabili le condizioni della velatura

Il brigantino fu condotto in porto dagli uomini della Dei Gratia e successivamente sequestrato dai funzionari inglesi. Cosa sia successo all’equipaggio, è ancora oggi un mistero: vi sono varie teorie, dalla pirateria al maremoto, dall’ammutinamento, a una tromba d’aria, fino a ipotesi più fantastiche riguardanti alieni e mostri marini.

Si raccontavano strane storie, in particolare che la nave fosse preda della sfortuna, poiché furono molte le disavventure. In origine era stata registrata col nome di Amazon e il suo primo capitano era morto nel giro di sole quarantotto ore. Nel viaggio inaugurale si era incagliata in uno sbarramento per la pesca lungo la costa del Maine e lo scafo era stato danneggiato. Mentre lo stavano riparando quasi metà nave era stata investita da un furioso incendio. Qualche tempo dopo, mentre veleggiava
lungo lo stretto di Dover, si era scontrata con un brigantino più piccolo che era calato a picco.

Questo era accaduto col terzo capitano. Da parte sua il quarto, aveva inavvertitamente condotto la nave nelle secche attorno a Cape Brenton, provocandone l’incagliamento.

La spiegazione più attendibile, riguardava il carico di alcol industriale che la Mary Celeste trasportava. Si suppose che i gas che provenivano dai barili avessero creato panico nell’equipaggio. Convinti che la nave fosse sul punto di esplodere, sarebbero fuggiti in fretta e furia senza però mai raggiungere la riva, svanendo nel nulla…

Ma anche questa teoria non è mai stata confermata.

VULCÕES NAPOLITANOS | VULCANI NAPOLETANI

Grande eruzione di cenere accaduta al 19 giugno del 1794 in Napoli con la processione dell'Immacolata - Alessandro d'Anna, XIX sec.
Grande eruzione di cenere accaduta al 19 giugno del 1794 in Napoli con la processione dell’Immacolata – Alessandro d’Anna

Ormai è un dato di fatto che Napoli è più apprezzata all’estero che in Italia stessa, basti pensare al grandissimo evento organizzato recentemente da Dolce & Gabbana, che per festeggiare i 30 anni di attività, ha scelto la Città partenopea, con un tripudio di eventi, sfilate, musica, ospiti del calibro di Nicole Kidman, Madonna, Sofia Loren, Mariah Carey e molti altri ancora, ma che non è stato ritenuto sufficientemente importante dalle varie testate nazionali, a differenza di quelle estere.

Ormai è risaputo che in Italia con Napoli ci aprono i TG nazionali solo se è Gomorra, ed è per questo che in un recente viaggio in Portogallo, girando per le strade dell’elegante cittadina di Cascais, un tempo residenza estiva dei sovrani portoghesi, sono rimasta incredibilmente sorpresa alla vista di una mostra dal titolo VULCÕES NAPOLITANOS ovvero VULCANI NAPOLETANI, a dimostrazione di come la storia, la cultura e le bellezze partenopee sono apprezzate di più all’estero e paradossalmente anche più conosciute.

vulcani napoletani cascais

Organizzata dalla Fondazione Dom Luis I e promossa da vari enti quali il Comune di Cascais, nonché l’Ente nazionale del turismo portoghese, la mostra permette di ammirare una preziosa serie di oli, acquerelli e gouaches dei secoli XVIII e XX, tutti aventi come soggetto il Vesuvio in eruzione e la città di Napoli con il suo golfo e il suo popolo, rappresentata in quegli istanti così drammatici e intensi.

Scena al chiaro di luna, con eruzione del Vesuvio e popolazione in fuga. Adam Callender, 1791
Scena al chiaro di luna, con eruzione del Vesuvio e popolazione in fuga. Adam Callander, 1791.

Le opere esposte fanno parte della collezione artistica appartenuta a Duarte Maria Egas de Avillez Pinto Coelho, decoratore e collezionista d’arte portoghese nato a Cascais nel 1923 e morto nel 2010 in Spagna, che innamoratosi di Napoli, acquisto pitture anche di artisti minori, che la ritraevano in un tripudio di fuoco, terra e mare, affascinato dal fenomeno dell’eruzione vulcanica del Vesuvio.

Vulcoes

Queste pitture sono molto significative perché ci tramandano momenti storici di un fenomeno, quale l’eruzione del Vesuvio con le sue colate di lava, nubi, esplosioni e cenere il tutto in maniera molto fascinosa. L’evento vulcanico è dipinto come uno spettacolo. Non c’è paura. La popolazione prega, chiede l’aiuto di Dio oppure indica l’eruzione, ne parla, osserva la montagna, camminano ai bordi delle sue colate incandescenti, ma nessuno scappa. L’eruzione è dipinta con colori vivi, spesso sullo sfondo di un mare a volte al chiaro di luna.

La mostra, il cui ingresso è gratuito, è allestita presso Casa Duarte Pinto Coelho, nel bellissimo parco cittadino Marechal Carmona di Cascais.

Informazioni: www.fundacaodomluis.pt

Non guardare nell’abisso. Intervista a Massimo Polidoro.

“È una notte di luna piena. In un cimitero di campagna, una piccola processione guidata da un anziano sacerdote impaurito entra in una cripta. Ma non si tratta di un morboso rito esoterico: da una buca nascosta sotto l’altare riemergono mitragliatori, munizioni ed esplosivi. Un vero arsenale di guerra sepolto da chissà quanti anni.”

massimo polidoro non guardare oltre l'abisso

A un anno di distanza dall’esordio con Il Passato è una bestia feroce, Massimo Polidoro scrittore e giornalista, tra i maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito, torna con un nuovo romanzo thriller Non guardare nell’abisso. Protagonista è nuovamente il cronista Bruno Jordan.

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