GIAPPONE SEGRETO – Capolavori della fotografia dell’800

Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893
Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893

Fino al prossimo 5 giugno, al Palazzo del Governatore di Parma, sarà in mostra il Giappone Segreto: un’esposizione di 140 fotografie originali, capolavori della scuola di Yokohama (Yokohama Shashin) realizzate da grandi maestri giapponesi ed europei fra il 1860 e il 1910.

In quel tempo il Giappone, che si stava aprendo all’ Occidente, fu testimone di un insolito connubio tra la tecnica fotografica occidentale e la maestria dei pittori locali, eredi di un’antica e raffinata tradizione, capaci di applicare perfettamente il colore anche su minuscole superfici in carta all’albumina, al punto da renderle difficilmente distinguibili dalle moderne fotografie a colori.

La mostra è parte del programma ufficiale delle celebrazioni del 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone, siglato nel 1866, che sanciva l’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Inoltre celebra il recente accordo di scambio tra Parma e la Prefettura di Kagawa in campo economico, culturale e di promozione del territorio.

Adolfo Farsari, Ritratto di Enrico II di Borbone in abiti giapponesi, 1889
Adolfo Farsari, Ritratto di Enrico II di Borbone in abiti giapponesi, 1889

Il legame tra Parma e il Giappone ha profonde radici storiche. Ne è una prova la figura di Enrico II di Borbone, fratello minore di Roberto I di Borbone, ultimo regnante del Ducato di Parma. Questi, accompagnato dalla moglie Adelgonda di Braganza, figlia di re Miguel del Portogallo, si rese protagonista, tra il 1887 e il 1889, di un lungo viaggio in Asia, in particolare in Giappone, da cui riportò un’enorme numero di opere d’arte che hanno costituito il patrimonio da cui è nato, nel 1925, il Museo d’Arte Orientale di Venezia.

Ed è proprio da Enrico II di Borbone e da sua moglie Adelgonda che inizia il percorso espositivo, per poi snodarsi in un itinerario tematico che ruota intorno ai capolavori della scuola di Yokohama e dei suoi maggiori interpreti: Felice Beato (1832-1907), Raimund von Stillfried-Ratenicz (1837-1911), Adolfo Farsari (1841-1898), Ueno Hikoma (1838-1904), Kusakabe Kimbei (1841-1934), Tamamura Kōzaburō (1856-1923) e Ogawa Kazumasa (1860-1929)

Kusakabe Kimbei, Ritratto di Adelgonda di Braganza in abiti giapponesi, 1889
Kusakabe Kimbei, Ritratto di Adelgonda di Braganza in abiti giapponesi, 1889

I soggetti delle fotografie rappresentano un Giappone da cartolina, riproduzione di una realtà parziale che coniuga da un lato la ricerca dell’esotico dei viaggiatori occidentali (i globetrotter), acquirenti esclusivi delle fotografie e dall’altro il sentimento nostalgico (furusato) avvertito dai giapponesi per l’inesorabile scomparsa di tradizioni secolari.

Le fotografie, originariamente concepite per assortire gli album-souvenir dei viaggiatori stranieri nel paese del Sol Levante, furono poi utilizzate per alcuni decenni per la stampa delle cartoline e per illustrare una ricca pubblicistica fatta di guide, di resoconti di viaggio e, soprattutto, di descrizioni della vita quotidiana e dei costumi di un mondo che appariva all’Occidente, come la quintessenza di un Oriente senza tempo: una terra di geisha e samurai, di pagode e misteriosi costumi. Si trattò di una produzione immensa, che alle stampe all’albumina, colorate a mano, associò ben presto opere realizzate su supporti diversi, con le tecniche della collotipia, della fotolitografia, della litografia a colori e della pittura a olio fotografica. Un ultimo e importante genere di supporto fu il vetro, adoperato dapprima per i semplici ambrotipi e, dal 1874 in poi, per la realizzazione di una grande quantità di lastrine colorate a mano, chiamate gentō-ban, proiettate grazie a una lanterna.

Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa
Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa

Nella prima sezione della mostra, si ripercorre Il viaggio dei globetrotter lungo le strade del Giappone, attraverso vedute di paesi e città, di villaggi, castelli e spazi urbani, oltre a scenari marini e fluviali con tutto il contorno di vie d’acqua, ponti, canali e imbarcazioni. Quindi s’indagherà il dominio della natura con la rappresentazione del paesaggio e di una natura educata dalla cultura e si proseguirà analizzando la vita 

Ogawa Kazumasa, Samurai, 1890 circa
Ogawa Kazumasa, Samurai, 1890 circa

con scene rurali e ritratti di contadini, interni delle case e di individui impegnati in altre attività economiche; il mondo dell’arte che presenterà, oltre alle immagini di momenti di teatro, musica e danza, anche i protagonisti di questi spettacoli e venti rari biglietti da visita, che ritraggono attori del teatro kabuki, la religione e la ritualità, con i ritratti dei diversi operatori del sacro e le immagini delle occasioni liturgiche e cerimoniali, gli eroi dell’ultraesotico, con i ritratti di alcuni dei personaggi tipici della cultura giapponese del tempo, come samurai, kendoka, lottatori di sumo, uomini tatuati.  Chiude idealmente la mostra la sezione dedicata all’immagine della donna, che permette di cogliere le coordinate ideologiche di un modello idealizzato di bellezza femminile asiatica che s’impose attraverso una sorta di cliché, destinato a durare a lungo nel tempo.

Kusakabe Kimbei, Tre ragazze, 1880-1890
Kusakabe Kimbei, Tre ragazze, 1880-1890

Le fotografie saranno messe in relazione anche ad alcuni esempi di arte decorativa giapponese, tra cui spiccano un’armatura da samurai del XVIII secolo, le maschere del teatro classico nō e alcuni splendidi kimono, oltre a preziosi album-souvenir con le copertine in lacca, 20 rare carte de visite, 12 stampe xilografiche policrome, dei migliori maestri dell’ ukiyo-e quali Hokusai, Hiroshige e Utamaro,

Armatura
Armatura- foto di Angela Di Matteo

Il Giappone Segreto comprende anche un programma di attività (incontri di approfondimento e dimostrazioni di arti tradizionali) che riprendono e approfondiscono, in dialogo col pubblico, alcuni dei temi trattati dall’esposizione temporanea.

Per tutte le informazioni: www.giapponesegreto.it


Italia e Giappone celebrano nel 2016 i 150 anni del Trattato di Amicizia con un ricco calendario di eventi in tutta Italia. Il programma è visibile sul sito :
http://www.it.emb-japan.go.jp/

‪#‎giapponesegreto‬ ‪#‎parma‬ ‪#‎fotografia‬ ‪#‎giappone‬ ‪#‎japan‬ ‪#‎giapponeitalia‬

Rispondi