I CASTELLI DEL DUCATO DI PARMA E PIACENZA – La Reggia di Colorno

fonte castellidelducato.it
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foto di Angela Di Matteo
Decorazioni soffitti stanze Piano Nobile. Foto di Angela Di Matteo

Non avrà gli sfarzi di Versailles o la regalità di Caserta, ma comunque vale la pena visitare questo elegante palazzo, tappa del circuito dei Castelli del Ducato di Parma a Piacenza.

Immersa nella campagna parmense e al centro della piazza principale, la Reggia di Colorno ha visto negli anni l’avvicendarsi delle storie delle varie famiglie nobili che l’hanno abitata: dai da Correggio, ai Terzi; dalla contessa Barbara Sanseverino, che la trasformò da rocca in corte colta e sofisticata, ai Farnese e poi ai Borbone, con i quali raggiunse la sua magnificenza.

Nel 1731 infatti, alla morte di Antonio Farnese, ultimo Duca di Parma, che non lasciò eredi, la Reggia di Colorno passò per discendenza materna a Carlo III di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese (ultima discenete della famiglia Farnese) e Filippo V di Borbone, reali di Spagna.

Particolari soffitti Piano Nobile. Foto di Angela Di Matteo.
Particolari soffitti Piano Nobile. Foto di Angela Di Matteo.

Divenuto Re di Napoli nel 1734, Carlo di Borbone lasciò poi il ducato a suo fratello Filippo, portando con se parte delle bellissime collezioni e arredi, di proprietà della sua famiglia, dalla Reggia di Colorno, alla città partenopea, dove tutt’oggi sono esposte al museo di Capodimonte.

I nuovi Duchi Don Filippo di Borbone e la moglie Louise Elisabette, figlia di Re Luigi XV di Francia, portarono la vita di palazzo a un momento di grandissimo splendore, facendo di Colorno una delle più sontuose residenze europee. Qui furono chiamate maestranze francesi, che insieme agli artigiani di corte, trasformarono gli interni della Reggia fino a renderli simili a quelli di Versailles.

foto di Angela Di Matteo
foto di Angela Di Matteo

La reggia passò poi a Ferdinando di Borbone e a sua moglie Maria Amalia d’Asburgo. Ferdinando, uomo molto religioso, che probabilmente avrebbe preferito una vita monastica piuttosto che di “comando”, fece ricostruire l’oratorio di corte di San Liborio e l’attiguo convento dei Domenicani, direttamente collegato al suo appartamento privato da uno stretto corridoio. Nel suo appartamento privato, molto modesto rispetto ai fasti della dimora, venne inoltre realizzata una biblioteca con più di 6000 volumi e un interessante osservatorio astronomico.

Alla morte di Ferdinando, il Ducato di Parma venne annesso da Napoleone alla Francia e anni dopo a seguito dell’ unità d’Italia, il Palazzo passò ai Savoia. Sotto la dinastia sabauda, quasi tutto l’arredo della Reggia fu trasferito nelle loro diverse residenze.

Nel 1871 il Palazzo ormai completamente spoglio venne venduto dal Demanio dello Stato alla Provincia di Parma che, quasi un secolo dopo, dal 1978, iniziò un imponente lavoro di restauro che ha portato all’apertura al pubblico del Piano Nobile (nel 1990), alla ricostruzione del Giardino alla francese (maggio 2000) e all’apertura dell’Appartamento del Duca Don Ferdinando di Borbone.

Oggi la Reggia Ducale di Colorno è visitabile con una bella mostra guidata, il cui percorso comprende il bellissimo Piano Nobile, l’Appartamento del Duca Ferdinando di Borbone e la Cappella Ducale di San Liborio. È possibile visitare invece in autonomia i giardini esterni del palazzo.

Per chi invece volesse ammirare la bellissima “Collezione Farnese”, non deve far altro che andare al Museo di Capodimonte di Napoli.

La collezione, caratterizzata da una vasta e prestigiosa raccolta di opere d’arte (sculture, pitture, reperti archeologici, ecc.), costituisce il nucleo fondante del Museo di Capodimonte, di cui occupa l’ala orientale del piano nobile del palazzo voluto da Carlo di Borbone nel 1738, anche con l’intenzione di dare una collocazione adeguata al ricco patrimonio ereditato.

Tulle le informazioni su:  

http://reggiadicolorno.it/   – http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/

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