Il Castello del Catajo

 

 

 

fonte castellodelcatajo.it
fonte castellodelcatajo.it

In provincia di Padova, esattamente a Battaglia Terme, tra i colli Euganei e la campagna veneta, è possibile visitare il Castello del Catajo.

Costruito per volere di Pio Enea degli Obizzi, in soli tre anni dal 1570 al 1573, il Castello celebrava la gloria della famiglia Obizzi, capitani di ventura originari della Borgogna, trasferitisi in Italia a seguito dell’Imperatore Arrigo II.

Ampliato nel corso del 1600 e impreziosito di numerose e importanti collezioni, il Catajo passò successivamente agli Estensi, a causa della mancanza di eredi da parte dell’ultimo rappresentante della famiglia degli Obizzi, Tommaso, il quale lasciò loro una dimora dotata di un museo talmente ricco (ospitava anche un fregio del Partenone), da essere considerato una delle meraviglie dello Stato Veneto.
Il Castello passò poi alla famiglia degli Asburgo che lo spogliò quasi completamente delle sue collezioni, trasportandole a Vienna e al Castello di Konopischt vicino Praga. Dopo la prima guerra mondiale, il complesso venne poi ceduto al Governo italiano che lo vendette nel 1929 alla famiglia dei Dalla Francesca, attuale proprietaria.

Il nome Catajo, originariamente fu associato a Catai, nome con cui veniva indicata la Cina nel Medioevo; in realtà il Castello deve il suo nome alla località in cui è sorto “Cà del Tajo” cioè “tenuta del taglio”, con possibile riferimento allo scavo del Canale di Battaglia, che tagliava a metà molti appezzamenti agricoli.

Questo imponente complesso, a metà fra una fortezza militare e una sfarzosa villa principesca, è aperto al pubblico: una guida accompagna gli ospiti all’interno del Castello, spiegando e illustrando le particolarità del complesso.

Cortile dei Giganti (fonte castellodelcatajo.it)
Cortile dei Giganti (fonte castellodelcatajo.it)

Dal settecentesco e monumentale portale di ingresso si accede al Cortile dei Giganti, spesso utilizzato per scenografiche rappresentazioni teatrali, tornei e naumachie, dato che il prato, tramite una ingegnosa rete idraulica, poteva essere allagato, diventando così una piscina.

Di fronte all’ingresso, notevole è la fontana dell’elefante fatta erigere da Pio Enea II Degli Obizzi nella seconda metà del secolo XVII, in cui reminiscenze mitologiche, come Bacco, si mescolano a nuove conoscenze esotiche, tipiche di quel secolo. Il grande elefante, che fa parte del gruppo scultoreo è uno degli unici tre dello stesso secolo presenti in Italia, assieme a quello del Bernini a Roma e quello del Parco dei Mostri di Bomarzo.

Fontana dell'elefante (fonte castellodelcatajo.it)
Fontana dell’elefante (fonte castellodelcatajo.it)

Particolari sono le scale esterne, ideate per essere adatte agli zoccoli dei cavalli, con i quali gli Obizzi raggiungevano il piano nobile, mentre la scala interna è stata scavata nella viva roccia del colle.
Arrivati al piano nobile del Castello, si entra nel grande salone affrescato, dove spicca l’albero genealogico della famiglia Obizzi. Da questa prima stanza si inizia la visita a tutti i saloni dell’appartamento di rappresentanza, interamente affrescati da Giovanni Battista Zelotti, uno dei più celebrati esponenti della pittura veneta rinascimentale e discepolo di Paolo Veronese.

Interni salone rappresentanza (fonte castellodelcatajo.it)
Interni salone rappresentanza (fonte castellodelcatajo.it)

L’intero ciclo pittorico è tra i più completi e importanti nel suo genere, è infatti tra i primi esempi di pittura auto celebrativa nel nord Italia. In quaranta riquadri si raccontano le vicende e le gesta della famiglia Obizzi, tra battaglie, matrimoni e tragici assassini, ingentilite nei soffitti e nei sovrapporta da varie allegorie e festoni con putti e fiori.

Visitando i saloni la guida racconterà le particolarità degli affreschi e dell’edificio e svelerà   curiosità e aneddoti dei secoli passati e dei tempi più recenti, in un affascinante viaggio nella gloriosa storia del castello e delle importanti famiglie che nei secoli l’hanno abitato.

La visita continua poi sulla grande terrazza, da cui si gode una incantevole vista sui Colli Euganei e sui giardini che circondano il castello, dove è ancora presente una peschiera  circondata da magnolie e una collezione di agrumi in vaso. Il giardino conserva tre tra gli alberi più importanti d’Italia: due gigantesche magnolie del ‘700 e un’imponente sequoia, tra i primi esemplari importati dall’America in Europa.

Curiosità: come ogni castello anche il Catajo ha il suo fantasma. Sembra che tra le sue mura si aggiri lo spirito di  Lucrezia degli Obizzi, moglie di Pio Enea II Obizzi, assassinata la notte del 14 novembre 1654 da uno spasimante respinto. Lo spirito della sfortunata Lucrezia vagherebbe nel Castello e molti sostengono di aver scorto una figura vestita di azzurro, affacciarsi alle finestre più alte del Catajo…

Info: www.castellodelcatajo.it

Rispondi