Le Chou Chou “Bon ton”!


Si chiama “Bon ton”, la nuova collezione invernale di Le Chou Chou bijoux™, il brand di successo (molto imitato, ma con scarso successo a mio avviso…) creato dalla jewellery designer napoletana, Annapaola Rapacciuolo
Ancora una volta questi piccoli bijoux gourmand, ci catapultano in un mondo magico, da fiaba, un po’ stile Alice nel paese delle meraviglie, ma con un tocco in più di eleganza e raffinatezza.
La collezione “Bon ton” infatti, è caratterizzata da finissime porcellane, decorate a mano nei colori del rosa e dell’argento, ed elementi miniaturizzati in argento 925, realizzati con la tecnica della fusione a cera persa.
I preziosi bijoux che compongono questa collezione sono: l’anello Demi Tasse, in porcellana decorata nelle tonalità rosa e argento, con piastrina in argento 925, disponibile anche in versione pendente con catenina ed orecchini a perno; l’anello Petit Platun piccolo capolavoro di eleganza, in cui tutti gli elementi metallici sono interamente in argento 925; il pendente Théière, pendente in porcellana decorata nelle tonalità rosa e argento, con catenina in argento 925 assemblata a mano completa di bollatina.

Delicate e romantiche miniature, da indossare ad ogni età!

http://www.lechouchou.it/

Annapaola Rapacciuolo è originaria di Torre Annunziata, a pochi chilometri da Napoli, città che ha una grande tradizione sia nell’ambito dell’oreficeria che delle miniature: tutti certamente conosceranno la celebre via San Gregorio Armeno, la “via dei presepi”, a pochi passi dalla quale ha vissuto per alcuni anni. Nel 2004 si qualifica in oreficeria e design presso il prestigioso polo orafo “Il Tarì” di Marcianise, in provincia di Caserta, dopo aver precedentemente esplorato i settori dell’incisione del corallo, presso il noto Istituto d’Arte di Torre del Greco e della modellazione della ceramica. Da sempre persegue l’idea del rendere “tascabile” e ridotto all’essenziale tutto ciò che possiede, considera i gioielli una delle più piccole (in termini di dimensioni ovviamente) forme d’arte esistenti ed ama definirli “arte portatile”.

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