Il Giappone nel chiostro – Brescia 11-12 aprile 2015

 


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Il Sol levante torna a Brescia, per la IX edizione de Il Giappone nel Chiostro, la manifestazione che fa vivere anche da noi l’ Hanami, la tradizionale usanza giapponese di uscire all’aria aperta, per godere della bellezza degli alberi in fiore, in particolare i ciliegi.

È proprio pensando alla loro fioritura che è stato ideato questo evento culturale, che si svolge attorno al più grande ciliegio fruttifero della provincia, nel chiostro del Museo Diocesano.

Anche quest’anno il calendario sarà ricco di eventi: mostre, dimostrazioni di arti marziali, conferenze, ci aiuteranno a capire meglio una cultura affascinante, così distante da noi.

Per chi volesse inoltre, ci sarà la possibilità di dedicarsi allo shopping nella mostra mercato e di acquistare presso la biglietteria del museo una card, al costo di 5 €, che consentirà l’accesso alle mostre a pagamento e includerà sconti e omaggi in alcuni stand.

Personalmente mi sento di segnalare la presenza di un importante doppiatore italiano, Ivo de Palma, che ha dato voce a personaggi di indimenticabili cartoni animati: solo per citarne alcuni Pegasus (Cavalieri dello Zodiaco), Mirko (Kiss me Licia), Akira (Devilman)

La manifestazione è a ingresso libero e si terrà anche in caso di pioggia

E’ gradita la presenza di cosplayer!

Per visionare il programma dell’evento clicca qui

In contemporanea ci saranno le seguenti mostre, sempre a tema nipponico:
Da Goldrake a Capeta (passando per l’incantevole Creamy): una vita tra anime e manga, mostra personale di Sabrina Sala (ingresso libero).

Immagini dal Giappone: incisioni alla maniera nera del maestro Narumi Harashina, visitabile o con il biglietto del museo (5 euro intero – 3 ridotto per anziani o studenti) oppure con l’acquisto della card che dà diritto a una serie di agevolazioni.

Info:
Museo Diocesano, Via Gasparo da Salò, 13.
www.ilgiapponenelchiostro.it
https://www.facebook.com/events/1544226942510667/
Ideatore e organizzatore dell’evento Paolo Linetti; aiuto all’organizzazione Paola Fiorentino (conferenze e ospiti); Irene Tirloni per la mostra-mercato ed eventi collaterali.


	

SUGGESTIONI D’ORIENTE – Museo Santa Giulia Brescia

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Il percorso espositivo propone una selezione di preziosi manufatti che esemplificano tradizioni artistiche da sempre apprezzate anche dai collezionisti occidentali, per la loro raffinatezza e per la suggestione evocata dalla provenienza da mondi quasi irraggiungibili.
Sono esposti dipinti cinesi e giapponesi, in particolare paraventi figurati, kakemono e makimono, accanto ad alcune fini porcellane e a un’armatura della fine del XVIII secolo.

La raccolta, considerata tra le più importanti di questo genere conservate in Italia, fu donata nel 1920 alla Pinacoteca Tosio Martinengo da Paolina, figlia di Alessandro Fè d’Ostiani (Brescia 1825 – 1905). Emigrato in Piemonte nel 1848 e arruolatosi nell’esercito sardo, il conte intraprese poi la carriera diplomatica, soggiornando  per alcuni anni in Giappone (1870-1871 e 1873-1877). Al termine di tale incarico l’imperatore Mutsuhito gli offrì in segno di stima un’intera serie di dipinti, probabilmente selezionati all’interno della stessa collezione imperiale. Negli anni Cinquanta la raccolta venne ampliata con nove opere provenienti dalle residenze di Mussolini sul lago di Garda, sequestrate alla caduta della Repubblica Sociale Italiana. I dipinti bene esemplificano i due aspetti  fondamentali della tradizione pittorica orientale: la pittura policroma nihon-ga, utilizzata in  Cina e in Giappone fin dal VII secolo, e quella monocroma sumi, eseguita con inchiostro, diffusasi dal XV secolo attraverso il buddismo Zen. Accanto a due coppie di pregevoli paraventi pieghevoli,  la collezione dei musei bresciani comprende oltre 160 dipinti su seta e su carta, in gran parte risalenti al periodo Edo (1615 – 1868), in particolare alla scuola Kanō. Dal punto di vista tipologico, prevalgono i  kakemono a sviluppo verticale che, montati su strisce di stoffa, erano appesi nelle stanze di ricevimento solo in particolari occasioni e per breve tempo. Si aggiungono alcuni makimono a sviluppo orizzontale: la loro considerevole lunghezza era funzionale allo svolgimento di una sorta di lungo  racconto per immagini, da leggere singolarmente scena per scena, da destra verso sinistra. Nella raccolta si conservano inoltre numerosi esemplari di funpon, ovvero copie,  eseguite nella prima metà dell’Ottocento, di opere anteriori della scuola Kanō. Come recita un antico detto, per funpon si intende “non  un mezzo per seguire le orme degli antichi, ma uno strumento per cercare quanto essi cercarono”. Allo stessa epoca si riferiscono infine gli acquarelli, di identica dimensione e databili al 1866, eseguiti da pittori della scuola Nanga.

dal 12.04.2014 al 11.05.2014
Opere dalla collezione orientale dei Musei Civici
A cura di Maurizio Mondini
Museo di Santa Giulia
tel. 030.2400640 – fax 030.2990267
info@bresciamusei.com