COLLEZIONE BALZAN | Tra Ottocento e Novecento

fanciulla_sulla_roccia_a_sorrentoEgli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

È una tiepida giornata di primavera di fine ottocento e una giovinetta se ne sta distesa, con aria sognante, su uno sperone di roccia nella penisola sorrentina; davanti a lei solo il mare e Capri

“Fanciulla sulla roccia a Sorrento” (1871) di Filippo Palizzi è l’icona di una straordinaria e importante collezione pittorica, la collezione Balzan, custodita stabilmente nella cittadina di Badia Polesine, in provincia di Rovigo ed esposta nel ridotto del suo fastoso Teatro sociale.

La collezione Balzan, unicum nel suo genere, appartenne a Eugenio Balzan (Badia Polesine, 20 aprile 1874 – Lugano, 15 luglio 1953), giornalista e poi direttore amministrativo e azionista del Corriere della Sera, nonché personaggio di spicco della cultura milanese di inizio novecento.

Attualmente le opere sono di proprietà della Fondazione Balzan, date in comodato d’uso al Comune di Badia Polesine (città natale del collezionista Balzan), affinché le mostri a tutti coloro che amano l’arte e il bello.

Costituita prevalentemente da opere d’arte dipinte tra ‘800 e ‘900 (circa 50) comprende pitture realizzate da alcuni dei più grandi esponenti della pittura italiana dell’epoca: Domenico Morelli, Mosè Bianchi, Filippo Palizzi, Giacomo Favretto, Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Alberto Pasini e molti altri ancora.

il bagno pompeiano morelli

Altro capolavoro assoluto e di spicco della collezione, oltre all’opera di Palizzi, abruzzese formatosi a Napoli, è il sontuoso “Bagno Pompeiano” (1861) del napoletano Domenico Morelli, un seducente gineceo di un mondo classico che vira all’esotico, ambientato nelle terme di Stabia.

Nel 2015 l’opera di Domenico Morelli fu trasferita temporaneamente a Napoli per essere inserita tra le opere esposte nella mostra “Pompei e l’Europa 1748 – 1943”.

narciso-con-amorinoNello spirito di scambio di opere d’arte e grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, nonché  a un incontro con il Prof. Mario Torelli, Premio Balzan 2014 per l’archeologia classica, la città di Badia Polesine ricevette in prestito dalla stessa Soprintendenza uno straordinario reperto: un affresco pompeiano del  I sec. d.C., “Narciso con amorino”, rimasto in mostra presso l’esposizione della Collezione Balzan fino al 10 dicembre 2015.

Ciò che caratterizza principalmente il tesoro pittorico di Balzan, che ha voluto riunire le diverse scuole pittoriche regionali di tutta Italia, è il gusto stilistico ben preciso del suo collezionista: una decisa predilezione per il naturalismo pittorico e il paesaggismo e per quei personaggi, uomini e donne immersi in una loro intima e semplice quotidianità.

Informazioni: www.collezionebalzan.it

VULCÕES NAPOLITANOS | VULCANI NAPOLETANI

Grande eruzione di cenere accaduta al 19 giugno del 1794 in Napoli con la processione dell'Immacolata - Alessandro d'Anna, XIX sec.
Grande eruzione di cenere accaduta al 19 giugno del 1794 in Napoli con la processione dell’Immacolata – Alessandro d’Anna

Ormai è un dato di fatto che Napoli è più apprezzata all’estero che in Italia stessa, basti pensare al grandissimo evento organizzato recentemente da Dolce & Gabbana, che per festeggiare i 30 anni di attività, ha scelto la Città partenopea, con un tripudio di eventi, sfilate, musica, ospiti del calibro di Nicole Kidman, Madonna, Sofia Loren, Mariah Carey e molti altri ancora, ma che non è stato ritenuto sufficientemente importante dalle varie testate nazionali, a differenza di quelle estere.

Ormai è risaputo che in Italia con Napoli ci aprono i TG nazionali solo se è Gomorra, ed è per questo che in un recente viaggio in Portogallo, girando per le strade dell’elegante cittadina di Cascais, un tempo residenza estiva dei sovrani portoghesi, sono rimasta incredibilmente sorpresa alla vista di una mostra dal titolo VULCÕES NAPOLITANOS ovvero VULCANI NAPOLETANI, a dimostrazione di come la storia, la cultura e le bellezze partenopee sono apprezzate di più all’estero e paradossalmente anche più conosciute.

vulcani napoletani cascais

Organizzata dalla Fondazione Dom Luis I e promossa da vari enti quali il Comune di Cascais, nonché l’Ente nazionale del turismo portoghese, la mostra permette di ammirare una preziosa serie di oli, acquerelli e gouaches dei secoli XVIII e XX, tutti aventi come soggetto il Vesuvio in eruzione e la città di Napoli con il suo golfo e il suo popolo, rappresentata in quegli istanti così drammatici e intensi.

Scena al chiaro di luna, con eruzione del Vesuvio e popolazione in fuga. Adam Callender, 1791
Scena al chiaro di luna, con eruzione del Vesuvio e popolazione in fuga. Adam Callander, 1791.

Le opere esposte fanno parte della collezione artistica appartenuta a Duarte Maria Egas de Avillez Pinto Coelho, decoratore e collezionista d’arte portoghese nato a Cascais nel 1923 e morto nel 2010 in Spagna, che innamoratosi di Napoli, acquisto pitture anche di artisti minori, che la ritraevano in un tripudio di fuoco, terra e mare, affascinato dal fenomeno dell’eruzione vulcanica del Vesuvio.

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Queste pitture sono molto significative perché ci tramandano momenti storici di un fenomeno, quale l’eruzione del Vesuvio con le sue colate di lava, nubi, esplosioni e cenere il tutto in maniera molto fascinosa. L’evento vulcanico è dipinto come uno spettacolo. Non c’è paura. La popolazione prega, chiede l’aiuto di Dio oppure indica l’eruzione, ne parla, osserva la montagna, camminano ai bordi delle sue colate incandescenti, ma nessuno scappa. L’eruzione è dipinta con colori vivi, spesso sullo sfondo di un mare a volte al chiaro di luna.

La mostra, il cui ingresso è gratuito, è allestita presso Casa Duarte Pinto Coelho, nel bellissimo parco cittadino Marechal Carmona di Cascais.

Informazioni: www.fundacaodomluis.pt

Cenerentola: da Basile a Walt Disney.

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Cenerentola è nota al grande pubblico soprattutto grazie al capolavoro di animazione del 1950 della Disney, che dal prossimo 12 marzo, riporterà al cinema un lungometraggio live action ispirato proprio alla fiaba “classica”, basata sul personaggio creato da Charles Perrault.

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Non tutti però sanno che Perrault scrisse Cenerentola, ispirandosi alla versione della fiaba tutta italiana, anzi napoletana, di Gianbattista Basile pubblicata nel 1634. Giambattista Basile (Napoli 1575? – 1632), fu un letterato e scrittore di epoca barocca, primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare. A lui si deve la prima raccolta di novelle interamente dedicate all’infanzia: Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille (Il racconto dei racconti ovvero come intrattenere i bambini), che venne redatto in lingua napoletana e pubblicato postumo (Napoli 1634-1636) per interessamento della sorella dell’autore, la celebre cantante Adriana Basile. Benedetto Croce, che lo tradusse in lingua italiana, lo definì come “il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari.” L’opera, nota anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è costituita da 50 fiabe, raccontate da 10 anziane donne in 5 giorni; compone, nella sua raffinata architettura, alcuni personaggi e intrecci, come per esempio Cenerentola, il cui titolo nell’opera di Basile è La gatta Cenerentola o La bella addormentata (Sole, Luna e Talia, nella versione di Basile) che ebbero larga diffusione nella cultura europea dell’epoca, tanto da costituire, nelle varie elaborazioni successive, un patrimonio comune a tutta la cultura mondiale.

Giambattista_Basile La gatta Cenerentola, narra di una ragazza di nome Zezolla che uccide la sua prima matrigna, al fine di convincere il padre a sposare la sua istitutrice. Purtroppo, nonostante le promesse, la nuova matrigna maltratta Zezolla, che sarà soprannominata “gatta Cenerentola”, relegandola ai lavori più umili e occupandosi solo delle sue sei figlie. Un giorno il padre, tornato da un viaggio, porta alla ragazza una palma da datteri che, coltivata, cresce fino a raggiungere l’altezza di una donna, materializzandosi in una fata. Grazie alla fata, Cenerentola, vestita con abiti principeschi, va alla festa del re e lo fa innamorare. Questi, desideroso di averla in sposa, la farà pedinare da un servitore e Cenerentola nella fuga perderà una pianella (zoccolo con tacco basso), grazie alla quale il re ritroverà la sua amata.

Nel 2015, il regista Matteo Garrone ha adattato cinematograficamente Lo cunti de li cunti di Basile: il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales, caratterizzato da un grande cast internazionale, è stato vincitore di sette David di Donatello.

CEMETERY TOURS – Napoli, Il Cimitero delle Fontanelle: dove i vivi parlano con i morti.

 IMG_9826Voglio inaugurare questa rubrica partendo da Napoli, dove il culto dei morti è una vera e propria venerazione, segnalandovi uno dei suoi luoghi più misteriosi e suggestivi: il Cimitero delle Fontanelle.

Il Cimitero delle Fontanelle era un antico ossario, situato in una ex cava di tufo nel cuore del rione Sanità, destinato a seppellire le salme della popolazione che non trovarono posto nelle pubbliche sepolture delle chiese.

Chiamato in questo modo per la presenza in tempi remoti di sorgenti d’acqua, il cimitero che si sviluppa per circa 3.000 m² (mentre le dimensioni della cavità sono stimate attorno ai 30.000 m³), accoglie 40.000 resti di persone, vittime soprattutto della grande peste del 1656 e del colera del 1836. Leggi tutto “CEMETERY TOURS – Napoli, Il Cimitero delle Fontanelle: dove i vivi parlano con i morti.”