VIVIAN MAIER. Una fotografa ritrovata

September 10th, 1955, New York City
September 10th, 1955, New York City / © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Si sa che molti artisti diventano famosi solo dopo la loro morte. È il caso di Vivian Maier (New York, 1926 – Chicago, 2009), tata americana di mestiere, ma fotografa per vocazione, in mostra per la prima volta a Milano, fino al 31 gennaio presso lo Spazio Forma Meravigli, con 120 fotografie in bianco e nero, realizzate tra gli anni ‘50 e ’70 tra New York e Chicago, insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni ’70 e ad alcuni filmati in super 8.

Aldilà dei suoi scatti,  ciò che incuriosisce di Vivian Maier è proprio il mistero che aleggia sulla sua vita e su sé stessa.

È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio fotografico della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe portando alla luce dunque, il talento nascosto e mai rivelato della bambinaia fotografa.

Sì perché Vivian Maier, fotografava per sé stessa; le sue fotografie non sono mai state esposte, né pubblicate mentre lei era in vita e la maggior parte dei rullini, non sono stati mai sviluppati.

9.Senza titolo, 3 settembre 1954
Senza titolo, 3 settembre 1954 / © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Armata di Rolleiflex, che teneva sempre al collo, la Maier realizzò, giorno dopo giorno, durante il suo tempo libero e le passeggiate con i bambini che accudiva, migliaia di immagini che hanno documentato l’ambiente e l’epoca in cui ha vissuto. Perlopiù scene urbane di uomini, donne e bambini immortalati nel loro quotidiano e a volte nei loro drammi; gente spesso ai margini della società, colti nei loro istanti più intimi, ma anche oggetti di uso comune, luoghi e lei stessa.

Untitled, Undated
Senza titolo, senza data / © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Forse quello degli autoritratti è l’elemento più interessante dei suoi lavori: Vivian Maier con sguardo austero, proiettandosi nelle vetrine, nelle pozzanghere, nella sua stessa ombra, fotografava sé stessa. Donna eccentrica e solitaria dunque, per la quale la fotografia fu l’unico modo per interagire con gli altri e per “cercarsi”.

4.New York, 1954
New York, 1954 / © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Per chi può, consiglio di visitare questa mostra non nei giorni festivi, proprio per la numerosa affluenza e per potersi soffermare meglio sugli scatti della Maier.

Consiglio inoltre prima di vedere la mostra, il documentario Alla ricerca di Vivian Maier: la tata con la Rolleiflex, un film di John Maloof e Charlie Siskel, per conoscere chi è stata Vivian Maier.

Info mostra: Vivian Maier. Una fotografa ritrovata –  http://www.formafoto.it/

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